Dario Distasi - Note italiane nella musica di Manchester

Di Rutger Maas il 15-07-2019

Dario Distasi è un artista italiano "esportato" nel Regno Unito. Da poco ha pubblicato il suo EP "Letting Go", prodotto e registrato a Nashville, TN. Siamo felici di poter finalmente intervistare questo artista di dimensione internazionale. Noi di Gigstarter abbiamo fatto due chiacchiere con Dario sulla sua musica, le sue ispirazioni e progetti futuri!

Iniziamo dal tuo background: Dicci qualcosa di te e delle tue origini?

Mi chiamo Dario Distasi e sono un cantautore italiano. Per quanto riguarda il mio background, la mia passione per la musica è iniziata quando ho suonato il mio primo accordo... e spero non si esaurisca mai. Mi sono sempre ritenuto prima di tutto un chitarrista, il che mi ha portato verso i molti generi nei quali la chitarra è protagonista, oltre che a studiare con chitarristi molto importanti.

Questo finché non mi sono accorto di voler essere... Il chitarrista di me stesso. Ciò che più amo in musica è la fase creativa - Scrivo letteralmente ogni giorno.
Capito questo, ho voluto anche diventare il mio cantante, quindi ho iniziato a studiare seriamente canto. Il passo successivo è stato iniziare a produrre le mie canzoni e a lavorare sulla mia musica, fare ricerca.

Dario DistasiDario Distasi

Hai studiato musica in Italia, per poi trasferirti in UK. Come mai hai fatto questa scelta?

'Qualche anno fa, mi spostai a Roma per studiare al Saint Louis College of Music. La decisione di venire a Manchester, nel 2015, fu ancora dettata dalla musica, poiché trovavo la scena musicale molto interessante. Fu una buona intuizione, che dà alla mia musica molte opportunità - è una buona vetrina.'

In cosa è diversa la musica del vivo in UK, rispetto all'Italia?

'Innanzitutto, la cultura della musica live è molto eterogenea in UK. In linea generale, ho trovato anche maggiore spazio per la musica originale.Molte cose non sono così diverse, invece: la musica live non è al suo apice. Inoltre, ad esempio le tribute band godono di molto successo anche qui. Anche se non ho mai suonato in una tribute band e non ne sono un grande estimatore, non credo che il loro apporto alla musica live sia necessariamente negativo per gli artisti indipendenti.'

'Certo, c'è bisogno che tutti diano supporto alla scena musicale. Alcuni artisti, tuttavia, mantengono un atteggiamento spocchioso e inconsapevolmente autolesionista, ritenendosi convinti che un sacco di gente prestarà attenzione alla loro musica, anche quando non vale granché. Alle volte, l'ascoltatore ha una parte della colpa - ad esempio, se non esce di casa per andare a vedere il tuo show. Se c'è tanta offerta musicale, ma buona parte della stessa è scadente, si può anche capire la paura di pagare un biglietto per uno show approssimativo.'

Il tuo EP ‘Let it Go’ è stato registrato a Nashville. Cosa significa per te?

'È una sensazione semplicemente indescrivibile. Pensare alle registrazioni di Johnny Cash, alla Grand Ole Opry, a studios come il Blackbird e sapere che la mia musica è stata registrata lí... Non ci sono parole. Inoltre avere musicisti di quel livello, per non parlare della produzione, è qualcosa che avevo sempre sognato. Ne sono onorato.'

Cos'hai imparato dal vivere e registrare in diversi Paesi?

'Ho imparato molto, dico davvero. Innanzitutto che, a prescindere da chi sei e da dove vieni, quando si parla di musica alla gente interessa quello che scrivi, come lo fai e come lo esegui davanti a loro.
La musica ha ancora la capacità di tirare fuori il meglio delle persone, in questo senso. Proprio per questo, sono davvero entusiasta dei pareri e del supporto che riceviamo suonando dal vivo e attraverso i social. Mi motiva a continuare a scrivere ed andare sempre un gradino più su.'



'When The Lights Go Down'

Abbiamo notato che suoni sia da solo (in acustico) che con una band. Quale delle due preferisci, e perché?

'Questa... è una domanda difficile :) Trovo che le performance acustiche abbiano un'intimità irragiungibile. Allo stesso tempo, l'energia e il modo di interagire con la mia band quando sono sul palco sono per me unici. Non riesco a dare un'importanza superiore a una delle due dimensioni.'

Come hai scoperto Gigstarter? Cosa ne pensi?

'Come artista indipendente, mi occupo della mia musica sotto ogni aspetto. Questo riguarda ovviamente il processo creativo, ma anche cose come social media, la distribuzione e ovviamente trovare show. Qualche mese fa, stavo cercando locali per possibili serate e ho scoperto la vostra piattaforma. Devo dire che mi rende le cose più facili, e che da quando ho iniziato a usare Gigstarter ho trovato più serate per me e la mia band.'

Da quali artisti trai maggiormente ispirazione, e cosa significa questo per quello che fai?

'Nel corso degli anni, molti artisti mi hanno influenzato significativamente. Se devo fare un nome, devo dire con sincerità che mi viene da pensare a Chris Cornell, che è stato una grande fonte d'ispirazione per me negli ultimi 15 anni. I suoi brani e i suoi testi hanno senz'altro lasciato un segno. Ascolto cantautori, musica country, acustica e strumentale più di quanto non ascolti rock. Essere ispirato da qualcuno per me significa semplicemente rimettermi a scrivere con maggiore voglia e intensità di prima. Questo ovviamente non vale solo per la musica, ma anche per la letteratura e il cinema.'

Cosa possono aspettarsi da te i tuoi fan in futuro?

'Al momento, sto registrando nuovi brani, che non vedo l'ora di farvi ascoltare. Sto anche iniziando a concentrarmi maggiormente sul mio canale YouTube - è una cosa che mi affascina molto. Ho alcuni video dei quali sono davvero orgoglioso, comunque voglio condividere più materiale relativo a tanti aspetti di quello che faccio... Drizzate le antenne! :)'

Segui Dario sul suo profilo Gigstarter, su Facebook e Instagram e ascoltalo su Spotify.

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Tag: musica, italia, ep